CITTA’ DEL MESSICO – UN BRUTALISMO INTIMO E VIVACE

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Nel quartiere di Coyoacán si respira un’atmosfera quasi sospesa nel tempo, tra architetture coloniali e viali alberati, café all’aperto e gallerie d’arte. Qui, lo studio Miguel de la Torre mta ha progettato un intervento abitativo che si inserisce nel contesto esistente segnalando con fermezza la propria identità contemporanea ma trasferendo nel progetto quelle caratteristiche di agio rilassato e tranquillità che il quartiere sprigiona.

Il complesso è composto da tredici unità residenziali a schiera, attestate lungo un percorso distributivo comune. Le abitazioni, distribuite su tre piani, comprendono il parcheggio a piano terra, la zona giorno e i servizi al piano intermerdio e le camere da letto al piano superiore.

L’esigenza di tutelare l’intimità domestica spinge ad adottare una soluzione compositiva di volumi monolitici e introversi che si smaterializzano solo in prossimità delle poche selezionate aperture dello schermo traforato che, come una mashrabiyya araba o un cobogò brasiliano, lasciano filtrare luce e ventilazione naturali, proteggendo dall’introspezione visiva.

Gli involucri strutturali in cemento armato grezzo, i volumi plastici che creano – tra aggetti e rientranze – vibranti giochi chiaroscurali, l’essenzialità della composizione rimandano a suggestioni brutaliste, innervate da quell’amore per il colore che pervade la cultura architettonica messicana a partire da Luis Barragán e che rivive nella pigmentazione in arancione acceso delle superfici in calcestruzzo.

Se le masse degli edifici sono esternamente serrate, all’interno si decostruiscono tra spazi fluidi e luminosi e patii alberati, su cui si aprono ampie vetrate. Materiali semplici e naturali, come il cemento a vista nelle pareti e legno grezzo in pavimenti e arredi, conferiscono agli ambienti un carattere ruvido ed essenziale, ma caldo e accogliente.

Fonte: Domusweb.it

Ph credits: Rafael Gamo

Progetto: "JK21"